Dalla teoria alla pratica: cosa ho imparato in sette mesi di stage.

Circa sette mesi fa ho iniziato lo stage in GNV&Partners come User Experience Researcher e Designer. In questo periodo ho imparato che fare ricerca con gli utenti sembra facile, ma in realtà non lo è affatto.

Ciao! sono Elena Bassanetti e circa sette mesi fa ho iniziato lo stage in GNV&Partners. Durante questo periodo ho appreso due o tre cose sul design sulle quali penso sia arrivato il momento di fare il punto.

Fare ricerca con gli utenti sembra facile. Trovi una persona che corrisponde ai requisiti che ti servono, la fai sedere davanti a un computer, le chiedi di usare l’interfaccia, osservi le sue azioni e poi le fai delle domande.
Pare semplice ma non lo è.

Ho imparato che per fare un buon lavoro un test utente richiede un’attenta progettazione.

Ho imparato che l’usabilità è solo una delle qualità che l’interfaccia deve avere. Se non si presta sufficiente attenzione o se non si studiano accuratamente i task da porre agli utenti, alla fine della giornata si ottengono solo conclusioni generiche come: “ 3 utenti non riescono a trovare il pulsante”, o “ 5 utenti si sentono confusi”. Tutte informazioni utili ma superficiali.

È importante mettersi nei panni dell’intervistato e capire che non visita un sito per guardare una sola pagina; compie tutta una serie di attività, da quando decide che vuole comprare un prodotto, ad esempio, a quando lo riceve a casa e apre il pacco. Quali sono i processi decisionali o le sue esperienze che guidano la scelta?
Queste sono alcune delle domande a cui trovare risposte.

Ho imparato ad osservare le persone non come farebbe uno stalker, ma come un agente segreto. 
Le azioni che si compiono quando si è osservati sono meno naturali e diverse rispetto a quando si pensa di non esserlo.

Foto 2

Immaginate di essere in incognito all’interno di un supermercato, con lo scopo di registrare le reazioni dei clienti al vostro nuovo dispositivo. Il primo si avvicina, con nonchalance estrae la carta e la passa come è abituato a fare per altri dispositivi davanti all’interfaccia per iniziare a consultarla. 

Ma, non succede niente….
Ops… questo non era previsto.

La scritta “tocca lo schermo per iniziare” che campeggia in bella vista al centro del monitor è stata completamente ignorata. Le informazioni cercate sono chiuse a doppia mandata dietro ad una splash page e la sua chiave non funziona.
Grazie all’osservazione sul campo, ho imparato che capire i comportamenti come questo, nascosti dietro ai gesti abituali delle persone, può dare valore a tutto il lavoro.

Sono consapevole di aver immagazzinato delle nuove conoscenze, perché mentre scrivevo questo post mi sono ritrovata a ripensare alla mia tesi. Mi sono chiesta, cosa farei ora di diverso alla luce di queste mie nuove conoscenze?
Scorrendola mi sono resa conto degli errori, anche se non mi sento di definirli tali, essendo più propensa a chiamarli mancanza di esperienza.

In fin dei conti era proprio questo che volevo ottenere da questo stage: esperienza per trasformarla in possibilità.

 

e tu... cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Leggi anche...
Fare ricerca nei momenti di cambiamento: l’esperienza della didattica a distanza
di Giulia Cavinato
17 Settembre 2020
Cover BlogPost comunicazione inclusiva
Il paradigma comunicativo della rete
di Alessia Freddo
8 Settembre 2020