Inspired by smart people

Insieme a Jeff Gothelf, Jake Knapp e Josh Clark abbiamo ridiscusso i nostri processi e che tipo di mondo stiamo contribuendo a creare. Quest’anno proveremo un altro modo di esplorare nuove strade: ci metteremo in ascolto e alla prova con alcuni professionisti che stimiamo molto e che non fanno il nostro mestiere.

(Breve premessa) Da uno a tanti

Progettare mettendo al centro le persone ci ha insegnato a porre attenzione su aspetti come l’ergonomia, la percezione, le emozioni, l’attenzione e la capacità cognitiva. Abbiamo lavorato sui nostri processi e sui nostri strumenti e oggi notiamo che molti di essi descrivono singoli individui (personas, journeys, scenari…) o singole attività da svolgere (user stories, job to be done…). Anche grazie a questo, pian piano i prodotti e i servizi digitali hanno smesso di essere roba da addetti ai lavori e sono finiti sulla scrivania e nelle mani della maggioranza delle persone. Questa semplicità d’uso e di accesso ha fatto emergere nuove possibilità che fino a pochi anni fa avremmo creduto impossibili. Molte sono desiderabili, molte altre sono controverse, altre sono nocive. Quasi tutte hanno risvolti a cui non avevamo pensato: nelle relazioni sociali, nei gruppi, nelle identità, nei modi di decidere, nel senso di appartenenza.

Di una cosa siamo certi: dovremo inventarci nuovi strumenti da affiancare a quelli tradizionali, che ci aiutino a intercettare e descrivere comportamenti e dinamiche di gruppo e a stressare i dark pattern.

Siamo pronti. Davvero?

Entro il 2025 sembra che atterreremo su Marte.
Forse circoleremo su mezzi pubblici autonomi e magari alcuni servizi privati o pubblici saranno svolti da robot con cui scambieremo due chiacchiere, con quel tono che usiamo con un bambino piccolo o un nonno che non ci sente bene.
Avremo figli e nipoti cresciuti in classi in cui si parlano 5 lingue.
Forse si professeranno nuove forme di religione.
Non avremo più un portafoglio in borsa, o al massimo ci servirà per portare con noi i documenti personali. O forse nuovi passaporti.
Un referto medico ci arriverà ancora su carta?
Man mano che i punti di contatto si dematerializzeranno, chissà come terremo memoria di ciò che succede o come ci confronteremo sul dibattito politico.
Chissà come terremo traccia degli eventi, quali documenti useranno gli storiografi per raccontare il nostro tempo.
Potremmo andare avanti a lungo immaginandoci una giornata ordinaria, mentre interagiamo e viviamo la società del prossimo futuro. 

Di un’altra cosa siamo certi: alcuni di noi beneficeranno direttamente di ogni cambiamento piccolo o grande, altri potrebbero subirli, altri saranno esclusi.

A modo nostro

Il punto è che la complessità in cui ci ritroviamo a progettare è stratificata su vari livelli. Politici, sociologi, esperti legali, ricercatori e scienziati, medici, psicologi, forze dell’ordine, giornalisti, artisti, scrittori… fino ad esperti tradizionalmente vicini al “nostro” mondo (imprenditori, manager, communication and marketing specialists, ingegneri e sviluppatori): 

ognuna di queste figure ha un pezzo delle conoscenze e delle competenze che servono per costruire, analizzare, criticare, dare nuove forme agli scenari emergenti.

Per anni abbiamo messo in discussione il nostro ruolo e il senso di ciò che facciamo. Lo abbiamo fatto confrontandoci con la nostra community e portando in Italia tre dei migliori designer che conosciamo: Jeff Gothelf, Jake Knapp e Josh Clark. Oggi sappiamo che quando progettiamo non possiamo e non dobbiamo essere da soli. Abbiamo bisogno di nuovi dialoghi, fatti direttamente con interlocutori che ci raccontino come funzionano le cose nel loro mondo e quali problemi stanno affrontando. Per questo abbiamo deciso di raccogliere tutti questi eventi sotto un unico tetto: Inspiration. Qui includeremo tutte le attività che ci impegniamo a organizzare per portare una consapevolezza, una ricchezza sempre maggiori dentro e fuori dalle nostre community di riferimento.

Déjà vu

Ma non avevamo fatto qualcosa di simile qualche tempo fa? Sì, ci siamo detti.
Poco più di un anno fa abbiamo ospitato il nostro primo Tangible Morning, una mattinata aperta a tutti in cui abbiamo approfondito il tema dell’accessibilità insieme all’Unione Ciechi di Ancona e Universal Access di Bologna. Oltre ad esplorare le disabilità visive e le tecnologie assistive, abbiamo testato i loro device vivendo in prima persona alcuni aspetti dell’accessibilità digitale. Questo ha aiutato tutti noi ad affrontare il proprio lavoro con una sensibilità diversa. Come designer, abbiamo una maggiore consapevolezza di quanto sia potente l’Inclusive Design nel realizzare soluzioni che rispondano sempre di più alle necessità di tutti gli utenti, anche delle minoranze. 

Ci siamo ricordati di quella mattina come di un momento prezioso e ripetibile. Quindi…

Quest’anno triplichiamo!

Per il 2020 abbiamo messo in cantiere un nuovo Tangible Morning e due Tangible Days. Ci saranno interventi rivolti non solo a noi designer, ma anche a manager, imprenditori e a chiunque sia interessato ad affrontare tematiche nuove e lontane dal proprio dominio. Ospiteremo persone esperte o specializzate in un settore specifico, le inviteremo a raccontare le loro esperienze con l’obiettivo di generare una contaminazione reciproca di idee, valori e competenze diverse. Una contaminazione che oltre a rappresentare un’occasione di crescita professionale, permetterà di guardare il mondo da nuove prospettive, apprezzandone la diversità e scoprendo percorsi innovativi, alternativi e sempre più intenzionali. 

Il primo Tangible Morning del 2020 è fissato per il 17 marzo e sarà dedicato all’utilizzo delle tecnologie assistive da parte degli anziani. Ne parleremo con Nicola Gencarelli di Fondazione ASPHI, organizzazione non lucrativa di utilità sociale, che promuove l’inclusione delle persone con disabilità, gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie attraverso l’uso delle tecnologie digitali. 

Il secondo sarà un Tangible Day, è fissato per il 23 giugno e avremo ospiti Donata Columbro di Dataninja e Carlo Canepa di Pagella Politica. Con loro parleremo di come sono fatti e dove sono i dati, di come nascono e funzionano le notizie, di data activism, fake news e debunking. Sceglieremo alcuni problemi pratici reali e cercheremo insieme possibili soluzioni mettendo al servizio di tutti le competenze verticali di ognuno.

L’ultimo incontro sarà di nuovo un Tangible Day. È in programma per il 29 settembre 2020 e avremo ospiti Maura Gancitano di Tlon, Arianna Ciccarelli e Anna Sabella di Artdisk. Con loro affronteremo il tema dell’odio in rete e della comunicazione inclusiva. Anche con loro, ci rimboccheremo le maniche, rifletteremo sulle dinamiche sociali e i comportamenti individuali online, proveremo a lavorare sulla costruzione di significati che vadano oltre la classificazione binaria applicata ai generi.

I titoli e i programmi delle 3 giornate sono in fase di lavorazione.
Tutti gli aggiornamenti saranno disponibili nel nostro sito, alle pagine dedicate ad ogni evento.
Se volete riceverli appena pronti, vi invitiamo a iscrivervi alla nostra newsletter.


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