Inspiration
Quando il digitale è un lusso

Per molte persone, l’accesso al digitale non è mai stato davvero garantito. Le barriere economiche, culturali, cognitive o relazionali rendono la tecnologia uno strumento inaccessibile proprio a chi ne avrebbe più bisogno. In questo appuntamento rifletteremo su cosa significhi vivere il digitale come un lusso, e su quali risposte concrete possiamo attivare come comunità, istituzioni e cittadini.
Lo faremo con due realtà diverse ma accomunate dallo stesso obiettivo: rendere il digitale più umano e accessibile, soprattutto per chi è in una situazione di fragilità.
Con Mario Galasso, direttore della Caritas Diocesana di Rimini, esploreremo il ruolo delle organizzazioni caritative nel costruire reti di supporto e dignità per le persone escluse, valorizzando i progetti di ascolto, educazione e accompagnamento nati sul territorio.
Con Gabriele Schirò, giovane tutor digitale di Nipote in Affitto, parleremo invece del rapporto tra generazioni, supporto personalizzato e piccole azioni quotidiane che possono fare la differenza per chi è disorientato nel mondo digitale.
Caritas Diocesana di Rimini
Dal 1978 la Caritas riminese è al fianco delle persone più vulnerabili con azioni concrete che spaziano da mense e centri di ascolto a progetti di formazione, lavoro e sostegno alla dignità. Promuove una cultura della carità attiva e coinvolgente, in cui i poveri sono protagonisti del cambiamento. Attraverso iniziative come il Fondo di Solidarietà per il Lavoro e interventi di accompagnamento, la Caritas opera per trasformare la beneficenza in partecipazione sociale.
Nipote in Affitto
Nipote in Affitto è il primo servizio in Italia che unisce le generazioni per educare al digitale. Giovani tutor – i “nipoti” – affiancano persone non native digitali offrendo supporto personalizzato: dall’uso dello smartphone alla gestione dei servizi sanitari, dalla navigazione online alla burocrazia digitale. Presente in diverse città italiane, il progetto favorisce l’inclusione attraverso una relazione umana, empatica e continuativa, dimostrando che la tecnologia può essere uno strumento di relazione e autonomia.