Il paradigma comunicativo della rete

Sempre più spesso assistiamo, nel mondo online, al diffondersi di atteggiamenti irrispettosi nei confronti dell’altro, a cui ci si rivolge con un linguaggio inappropriato, carico di odio e violenza verbale, a discapito di persone di etnia, orientamento sessuale, religioso e cultura diversa, ma “diversa” da chi?

La comunicazione dei media e dei social-media può etnicizzare l’informazione, facendo emergere in alcuni casi quello che viene definito il fenomeno del razzismo simbolico. Per esempio, può capitare di leggere notizie che vengano enfatizzate da titoli come “immigrati rapinano anziana signora” oppure “giovane donna uccisa da una banda di slavi”, ciò porta ad associare la categoria etnica/religiosa/geografica all’azione negativa.
Così come la distinzione tra genere maschile e femminile, perché l’asimmetria tra la donna e l’uomo a livello sociale è ancora ben radicata in molte culture del mondo e questo si riflette anche sul linguaggio verbale.

Affinché la società possa scrivere o parlare naturalmente un linguaggio inclusivo dovrà necessariamente passare attraverso un processo graduale di assimilazione che ponga la giusta attenzione alle parole utilizzate, per evitare di identificare specificamente il genere binario “maschio-femmina” considerando anche il gender‑fluid, evitare di creare etichette e la categorizzazione dell’altro per la provenienza geografica o la differenza culturale e/o religiosa.

Si stanno muovendo comunque alcuni passi per superare la “classica” dicotomia di genere e per evitare l’utilizzo di termini che possano incitare l’intolleranza.


Per esempio, nei paesi anglosassoni si è optato per il singular they, inizialmente utilizzato nelle comunicazioni a livello istituzionale, per poi prendere piede anche nel linguaggio della gente comune, per riferirsi a chi non si sente di identificarsi con un genere specifico.
Il Parlamento Europeo, già nel  2008, ha adottato linee guida multilingue sulla neutralità di genere nel linguaggio. Indicazioni pratiche per l’uso di un linguaggio inclusivo. Linee guida che sono state aggiornate nel corso dell’ultimo decennio, per seguire la naturale evoluzione linguistica e culturale. 
Il Segretariato Generale del Consiglio dell’Unione Europea è autore di pubblicazioni sui temi di orientamento religioso e di culture ed etnie “per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale” (documento 14294/16 SOC 688 EMPL 471 ANTIDISCRIM 67 GENDER 41 JAI 934 EDUC 364 JEUN 97 FREMP 183 COHOM 141 – Segretariato generale del Consiglio).

Sull’onda delle proteste del movimento attivista Black Lives Matter, gli sviluppatori di diverse aziende informatiche (Apple, Linux, Google, Microsoft) hanno eliminato o stanno eliminando dai linguaggi di programmazione i termini blacklist e whitelist, master e slave, perché considerate parole discriminatorie e razziste


In un mondo multiculturale la comunicazione inclusiva può influenzare le opinioni, orientare gli atteggiamenti, limitare il pregiudizio che porta allo stereotipo e può rinforzare le norme sociali.

In Tangible già da tempo ci stiamo interrogando su come possiamo agire e rimodellare le decisioni in ciò che progettiamo, per considerare le implicazioni e le conseguenze che tali tematiche di diversità e inclusione inevitabilmente ricadono sulle nostre relazioni interpersonali.

In questo contesto, quali sono le domande che dobbiamo porci per considerare e trattare nel modo più equo possibile questi aspetti etici? 
Come possiamo affrontare questi temi nel lavoro con i nostri clienti, se la loro richiesta dovesse essere non politically correct? 
Il modo in cui progettiamo il mondo digitale e il suo linguaggio, in che modo influenza le azioni di chi lo abita?

Di tutte queste tematiche ne parleremo con Maura Gancitano, fondatrice del progetto Tlon e con Arianna Ciccarelli e Anna Sabella di ArtDisk. Insieme ci confronteremo su argomenti come Hate speech, Gender equality, Cyberbullismo, LGBTQI+ community e comunicazione inclusiva. La conversazione sarà moderata da Nicole Romanelli e Pietro Gregorini autori e promotori nel 2018 di Solo in Cartolina, una campagna di denuncia contro le morti in mare.

Vi aspettiamo all’ultimo dei nostri Eventi Inspiration 2020, Abitare il futuro + New Perspectives che è stato incluso negli eventi del World IXD Day 2020!

Quando? Il 29 settembre 2020 dalle 9:30 alle 11:30

Dove? in live streaming sulla nostra pagina Facebook 

e tu... cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Leggi anche...
Fare ricerca nei momenti di cambiamento: l’esperienza della didattica a distanza
di Giulia Cavinato
17 Settembre 2020
Tangible-R-Everse collaborazione remota
Tangible + R-Everse: come abbiamo reso efficace una collaborazione 100% remota
di Nicolò Volpato
25 Agosto 2020