Due giorni di Lean UX insieme a Jeff Gothelf

Settimana scorsa abbiamo ospitato l’autore del libro “Lean UX”, che ha tenuto per la prima volta in Italia il proprio workshop e ha passato una giornata in GNV&Partners per guidarci a migliorare il nostro processo di design.

L’estate scorsa ci è venuta l’idea di contattare Jeff Gothelf, autore del libro “Lean UX”, che nell’ultimo anno è uno dei testi che abbiamo sentito citato più spesso agli eventi di design e noi stessi abbiamo letto e riletto, trovando similitudini e sovrapposizione con il nostro attuale processo di design in GNV&Partners.

Avevamo tuttavia molte domande e molti dubbi, che nel libro non trovavano una risposta. E a giudicare da alcuni eventi, che tra l’altro abbiamo anche ospitato, queste perplessità sono condivise dalla community italiana.

Perché non parlarne direttamente con l’autore?
E così è nato leanuxday.it e abbiamo portato Jeff Gothelf in Italia per qualche giorno, per la primissima volta.

Giovedì

Jeff Gothelf nell’ufficio di GNV&Partners, a Santarcangelo di Romagna, sui colli fuori Rimini, che pranza a piadina e posta su Instagram il video di Luca e Fabio che si sfidano a ping-pong. Questo post potrebbe finire qui, già questo è qualcosa di epico 😛

Jeff Gothelf at GNV&Partners

Ironia a parte, avere l’opportunità di spendere una giornata insieme ad un designer e imprenditore come Jeff, e avere la sua consulenza, non è cosa da poco.

Partendo dal processo di design descritto in Lean UX, abbiamo poi affrontato molti dei temi che non sono trattati nel libro e che ci stanno a cuore. Come fare a vendere questo processo? Come coinvolgere i clienti nelle iterazioni e nel feedback continuo? Come fare a spostare il focus da “voglio un’app in 3 mesi” a “costruiamo un MVP”? Che tipo di contratto usare?

Ne è uscita fuori una chiacchierata libera, in cui abbiamo raccontato le nostre esperienze, errori e successi degli ultimi due anni e chiesto a Jeff se avesse vissuto e risolto situazioni analoghe. Lui ci ha spiegato come funziona la sua azienda, ci ha descritto il modo in cui sono strutturati e mostrato anche alcuni degli strumenti che usano per approcciarsi ai clienti. Alla fine abbiamo capito che il percorso che stiamo facendo ha tre fondamentali punti di differenza: il primo è certamente la scala di mercato, il secondo è la maturità dello stesso, il terzo è la proposta di valore (quella di Neo è più ampia rispetto alla nostra perché include lo sviluppo software, ma esclude la manutenzione). Queste differenze non cambiano però la sostanza del confronto. Com’era accaduto durante la #leanuxnight dell’anno scorso, gli aspetti non prettamente contrattuali o esecutivi di un progetto sono importanti, ma approcciarsi al cliente nel modo giusto, tarare le aspettative, individuare e comunicare il valore sono componenti che permeano le relazioni e concorrono al successo. Ne siamo usciti un po’ più sereni rispetto agli errori commessi, un po’ più sicuri di noi e di quello che vogliamo diventare.

Venerdì

Venerdì è stato il giorno del workshop, tenuto nella sede del Camplus Bononia a Bologna, già sede dello scorso IA Summit.

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Il workshop è andato sold-out a inizio gennaio e avevamo rappresentato in sala buona parte del panorama di design e sviluppo italiano e non solo, con aziende come Sketchin, Fullsix, Yoox, Accenture, Edenspiekermann, Gaia, Modo, Ideato, e-xtrategy e numerosi freelancer.

Dopo un’introduzione teorica, Jeff ha fatto lavorare i team, di 6-7 persone, ad un progetto (ipotetico) per Sports Illustrated, in modo da applicare subito il processo di Lean UX.

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Lo scopo degli esercizi è stato quello di impostare il progetto e il lavoro di team partendo da una prospettiva semplice: il business si basa su ipotesi che devono essere esplicitate e misurate partendo dalle assunzioni iniziali. In poche ore, la sala del Camplus si è riempita di post-it colorati mentre Jeff faceva lavorare gli oltre 50 partecipanti su lightweight personas, outcomes, ipotesiprogettazione di un esperimento.
Le domande finali rivolte a Jeff sono quelle su cui ci siamo confrontati nei mesi passati: come si può gestire con questo processo un progetto che ha una milestone importantissima e irrevocabile, un budget e scope fissi? Che posto trovano i metodi di ricerca sugli utenti che richiedono tempi lunghi anche qualche mese? Che cosa stiamo vendendo esattamente ai Clienti? O, meglio, che cosa percepiscono e quale valore attribuiscono i Clienti a questo processo? Jeff ha risposto che i concetti esposti nel suo libro “Lean UX” non hanno la pretesa di azzerare tutte le altre pratiche di design, anzi. Si tratta di un approccio alternativo, che può essere applicato in toto, in parte o per nulla su un progetto. Ha i suoi pro e i suoi contro e sta a noi leggere la situazione e il cliente e decidere se, come e quanto seguirlo.

Qui trovate le foto ufficiali del workshop, mentre qui potete seguire commenti e reazioni su Twitter.

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What’s next?

Se vi stanno a cuore i temi di Lean UX e in generale di processo di experience design, abbiamo in programma per il prossimo semestre diversi appuntamenti didattici.

E stiamo organizzando un altro evento… ma di questo per adesso non possiamo dirvi di più. 😛

 

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