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La post-verità ti fa male, lo so

"La verità ti fa male, lo so" cantava Caterina Caselli nel 1966. Oggi invece è la post-verità a recare danni alle persone e alla società. Stiamo vivendo un’era in cui le notizie vengono apprese e accettate come vere sulla base di reazioni emotive e convinzioni personali, senza alcuna analisi effettiva sulla veridicità dei dati e dei fatti raccontati.
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Anna Mormile
illustrazione con diversi device dentro a fumetti

Il fenomeno della post-verità ha caratterizzato soprattutto questi ultimi mesi, segnati dalla ricerca e dalla condivisione incontrollata di informazioni riguardanti il Coronavirus. La mancata verifica delle fonti e dei dati ha contribuito a generare paura, ansia e stress che si sono aggiunti all’emergenza sanitaria in corso. Una vera e propria pandemia della disinformazione che ha modificato i nostri comportamenti di fronte a determinate notizie e soprattutto ha minacciato il nostro rapporto con i media tradizionali e online.

La fine della Fase 1 non ha migliorato la situazione, anzi. Secondo l’Osservatorio di Agcom ha segnato l'aumentare dell’incidenza della disinformazione sul totale delle notizie riguardanti il Coronavirus che è tornata a crescere, fino a riportarsi al di sopra del 5% (fonte: comunicato del 28/04/2020)  

Ma se da un lato aumenta la corsa alle bufale e fake news, dall'altro aumentano le iniziative a sostegno dell’informazione. Pagella Politica ad esempio, ha lanciato Facta: un servizio che permette ai lettori di segnalare le notizie false  che circolano sui media, sui siti di informazione non ufficiali e sui social. Tramite whatsapp, chiunque può segnalare, con un messaggio, foto, video o audio, notizie di dubbia natura o che hanno bisogno di essere verificate. 

Google ha investito 6 milioni e mezzo di dollari per finanziare servizi di fact-checking e organizzazioni non-profit per combattere la disinformazione a livello mondiale, con una particolare attenzione alle notizie legate al Covid-19. Poi ci sono Twitter, Facebook, Youtube e Instagram: anche loro hanno deciso di mettere in campo delle misure per contrastare la condivisione e diffusione di informazioni non veritiere. Il 26 maggio 2020 verrà ricordato come il giorno in cui Twitter ha flaggato come “da verificare” 2 tweet del Presidente degli Stati Uniti a proposito del voto per posta. Nello stesso periodo, Zuckerberg ha dichiarato in varie interviste che non spetta alle aziende private definire le regole secondo cui le notizie debbano circolare, ponendo l’accento sul rischio di intervenire in modo censorio.

Il lavoro di fact-checking introdotto da Twitter, citando la Cnn e il Washington Post, segnala che le parole di Trump sono false e che il voto postale non porterebbe a “elezioni false”

Tante iniziative numerose ed eterogenee, ma ancora mancano regole precise e condivise, linee guida ufficiali a cui fare riferimento. 

Questo tema genera da anni in Tangible un sacco di domande e discussioni, soprattutto durante il periodo di pandemia, per questo abbiamo deciso di invitare Carlo Canepa di Pagella Politica e Donata Columbro di Dataninja per il nostro secondo incontro Inspiration 2020; Informazione, notizie e dati: istruzioni per l’uso. Dedicheremo tutta la giornata all’approfondimento del mondo dei dati a supporto delle informazioni, al fact-checking e alla verifica delle fonti. 


Quando avverrà? Il 23 giugno 2020 dalle 9:30 alle 18:00
Dove? in live streaming sulla nostra pagina Facebook 

Questo è il link all'evento Facebook.

In vista dell'incontro, Martedì 16 giugno abbiamo anticipato qualche domanda a Carlo e Donata durante una breve intervista trasmessa live su Facebook. Qui sotto trovate il video della diretta :)


Vi aspettiamo il 23 giugno!

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