Franceska Dalsaso
Product & Experience Designer
Nel lavoro come nella vita, credo che la vera differenza la facciano le belle persone, l’empatia, l’ascolto e la capacità di mettersi in gioco.
Mi sono laureata per sbaglio in Interfacce e Tecnologie della Comunicazione all’Università di Trento. “Per sbaglio” perché, dopo cinque anni di superiori passati a studiare cellule eucariote e procariote, preparare vetrini e giocare al piccolo chimico, l’unica cosa di cui ero certa era quella di volermi allontanare da un mondo che non sentivo più mio.
Dopo mesi passati a pensare quale percorso intraprendere, finalmente l’illuminazione. Design del Prodotto. Peccato che le iscrizioni fossero già chiuse. Con l’obiettivo di non sprecare l’anno, mi sono iscritta a Interfacce: molti esami sarebbero stati in comune. E poi eccolo, il corso di “Progettazione di interfacce grafiche”. È stato amore a primo e ultimo wireframe. Inutile dire che sono rimasta.
Dopo la laurea mi sono trasferita a Torino, lavorando prima per un’agenzia creativa in ambito retail e qualche anno dopo per uno studio di design focalizzato sulla user esperienze. Interviste qualitative, test di usabilità, sessioni di co-design, workshop: mi si è aperto un mondo. Finalmente potevo progettare prodotti e servizi che risolvessero problemi reali con un approccio capace di mettere davvero le persone al centro.
In quel periodo ho lavorato con clienti più o meno conosciuti, imparando che la vera differenza la fanno le persone: non solo gli utenti, ma anche le persone con le quali lavori. Ed è soprattutto per questo che è stato un viaggio bellissimo.
Poi la vita si sa, a volte decide di fare le capriole e ti ritrovi a cambiare insieme a lei. Dopo 7 anni decido di gettare il cuore oltre l’ostacolo e diventare freelance. Ed è qui che conosco Tangible.
Quella che doveva essere una collaborazione occasionale è diventata una nuova casa, un nuovo team, un nuovo inizio.
Amo il design ma sogno una libreria in quota
I libri mi hanno sempre accompagnata da che ne ho memoria. Non esco di casa se nello zaino non ho qualcosa da leggere, soprattutto se lo zaino è da trekking. Amo la montagna, la fatica gratificante del dislivello e la sensazione di pace che riesce a regalarmi. Datemi anche uno Steinbeck e per me i pianeti possono considerarsi allineati.
Facciamo due chiacchiere?