Tangible Inspiration 2021: un riassunto di ciò che abbiamo imparato su scuola e digitale

Un breve bilancio ed un riassunto di Intervalli, la serie di dirette Inspiration che abbiamo dedicato nel 2021 ai profondi cambiamenti in atto nel mondo della scuola.

Quando ad inizio 2021 ci siamo ritrovati a ragionare su quale argomento fosse necessario puntare un faro all’interno dei nostri eventi Inspiration, non abbiamo avuto alcun dubbio nell’individuare nella scuola il nostro obiettivo.

Il tema, all’epoca (e per certi versi tutt’ora), occupava gran parte del dibattito pubblico circa l’impatto sulla pandemia della presenza in classe degli alunni, in una polarizzazione tra didattica frontale e didattica a distanza.

L’aver lavorato a fianco di una delle principali case editrici per la scuola nel corso del 2020, ci aveva permesso di comprendere che, ciò che in superficie emergeva come uno scontro tra posizioni, in realtà stava rappresentando un momento importantissimo di transizione che riguardava più aspetti del vivere e abitare gli spazi scolastici all’intersezione tra fisico e digitale.

Per noi era necessario esplorare quella complessità, per comprendere cosa stesse accadendo da una prospettiva da progettisti del digitale.

Abbiamo quindi cercato e chiamato persone che, da diversi punti di vista, fossero in grado di metterci in connessione profonda con gli avvenimenti, le riflessioni e le azioni derivanti da questo periodo storico e che ci permettessero di aggiungere alla nostra base di conoscenza condivisa elementi in grado di portare maggiore intenzionalità su quei progetti che in futuro possono toccare la sfera dell’educazione scolastica.

In questo post abbiamo voluto tirare una linea su questa esperienza, riportando in sintesi un breve riassunto di ciò che abbiamo compreso e aggregando i contenuti video e le facilitazioni grafiche prodotte durante le quattro dirette.

L’età della frammentazione della didattica, con Gino Roncaglia

Il primo appuntamento con Intervalli ha visto la partecipazione del professor Gino Roncaglia, con il quale abbiamo approfondito le possibili direzioni indicate dall’esperienza della didattica a distanza durante la fase acuta della pandemia. In un contesto nel quale si è assistito non solo ad una percepita divisione netta tra didattica a distanza e didattica in presenza ma anche al disvelamento che, la didattica finora recepita come “tradizionale”, stia acquisendo un nuovo senso dalla frammentazione dei suoi canali classici.

Durante questa diretta abbiamo avuto modo di scoprire il perché ad esempio il libro cartaceo è e continuerà a rimanere un riferimento fondamentale; come potranno evolvere le biblioteche, da luoghi di immagazzinamento e accesso alla conoscenza, a luoghi in cui propagarla all’intersezione tra fisico e digitale; infine l’importanza dell’acquisizione delle competenze digitali per gli studenti di oggi, che diventeranno domani strumenti necessari per vivere in pieno la propria cittadinanza in modo attivo e consapevole.

L’adozione del digitale dei docenti dal punto di vista di una casa editrice, con Valentina Gabusi 

Il secondo appuntamento con Intervalli ha visto la partecipazione di Valentina Gabusi di Zanichelli Editore.

Insieme a lei abbiamo ripercorso gli ultimi due anni scolastici, anni che hanno subito un profondo cambiamento dettato dalla pandemia e che, in particolare, hanno portato ad un radicale cambio di metodologia. I docenti, nel passaggio ad un insegnamento a distanza o misto, si sono trovati a dover modificare il proprio approccio in favore di una tipologia di insegnamento che fosse sempre meno frontale e sempre più sperimentale. 

Durante la diretta abbiamo visto come questo cambio di rotta abbia richiesto notevoli sforzi non solo da parte di insegnanti, ma anche degli altri attori coinvolti come le Case Editrici, che trovatesi a far fronte alla mancanza di materiali e di strumenti, si sono prodigate per fornire a studenti e insegnanti guide e materiali che potessero supportarli in questo nuovo processo.

Con Valentina Gabusi affrontando il tema della didattica del futuro, siamo arrivati alla definizione della “scuola come una molla”, una scuola che, se sollecitata, riesce a tornare alla forma originaria, a meno di sollecitazioni tanto forti da imprimerle un cambiamento più duraturo, come nel caso attuale. 

 

 

Ripensare la didattica a partire dall’esperienza della DAD, con Vittoria Volterrani

Il terzo appuntamento con Intervalli ha visto come ospite Vittoria Volterrani, insegnante di scuola primaria e formatrice presso il Servizio Marconi T.S.I. dell’Ufficio Scolastico regionale  Emilia-Romagna. Durante la diretta abbiamo ripercorso i problemi e le difficoltà riscontrati dai docenti nel ripensare metodi di insegnamento a distanza, quasi sempre improvvisati, durante la pandemia. Questo periodo ha messo in luce tutte le carenze metodologiche/digitali del sistema scolastico puntando un faro sulla necessità di rivedere l’offerta formativa rivolta agli insegnanti e di creare un concept di scuola in grado di: essere student centered  e di considerare gli aspetti socio emotivi come supporto all’apprendimento.

La didattica non è il Jazz, non la improvvisi, anche i migliori jazzisti quando improvvisano lo fanno avendo una grande consapevolezza di regole, accordi, armonie, fraseggio…” Allo stesso modo, sottolinea Vittoria Volterrani, lavori in modo efficace a distanza, solo se hai avviato una didattica attiva e inclusiva in presenza, se si ha consapevolezza e si strutturano percorsi efficaci in contesti differenti. In quest’ottica, molte sono le metodologie didattiche attive che consentono di mettere in pratica una didattica adeguata dove lo studente è al centro del proprio processo di apprendimento e il docente diventa regista, facilitatore e mentore che consapevolmente intesse la struttura e offre gli strumenti utili alla costruzione. 

Abbiamo avuto modo di approfondire anche l’apprendimento socio emotivo (SEL, Self Emotional Learning) e la sua importanza nel percorso scolastico. La pandemia ha fatto emergere anche problematiche psicologiche legate non solo alla mancanza di contatto reale, ma anche ad una didattica a distanza che ha tenuto conto solo degli aspetti accademici trascurando quelli socio emotivi. In molti paesi europei l’adozione di percorsi formativi con approccio SEL per gli insegnanti è obbligatorio, in Italia non lo è: secondo Vittoria Volterrani, andrebbe evidenziata la necessità di implementare programmi specifici che rendano i docenti in grado di promuovere l’acquisizione di competenze socio emotive indispensabili anche nel mondo del lavoro. Percorsi di questo tipo, specifici e strutturati, dovrebbero partire già dall’infanzia e seguire lo studente per tutto il corso del suo apprendimento.

 

 

Capire i bisogni educativi speciali per progettare una didattica digitale per tutti, con Lucia Iacopini

Nel quarto e ultimo appuntamento abbiamo avuto modo – assieme a Lucia Iacopini, docente di Filosofia, pedagogista clinico, esperta di inclusività e diritto all’apprendimento – di esplorare da un punto di vista più vicino a quello di chi progetta per il digitale, quali sono gli elementi fondamentali per poter progettare una didattica che non lasci alcuna persona indietro. La chiave di lettura con la quale la professoressa Iacopini ci ha aiutato ad interpretare i cambiamenti è stata quella dell’accessibilità che rappresenta il paradigma di partenza per poter progettare risorse utilizzabili da tutti gli studenti, facendo chiarezza innanzitutto su quali sono le condizioni di svantaggio nell’appredimento (DSA) e i bisogni educativi che innescano (BES), per poi definire il quadro attorno alle tecnologie compensative che abilitano e completano il diritto allo studio.

 

 

Il team Inspiration 2021 è stato composto da: Giada Cantoni, Matilena Dagres, Manuele ForcucciMarco LiviAnna MormilePaolo Valzania

Le facilitazioni grafiche sono state a cura di Ilenia Baronio

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