Thinking

Lesson Learned: Come elevare la collaborazione verso un'innovazione responsabile

Vogliamo raccontarvi di come, attraverso la condivisione delle conoscenze, l'attenzione all'accessibilità e il coinvolgimento degli stakeholder, abbiamo lavorato insieme per creare un prodotto che sia non solo funzionale e user-friendly, ma anche socialmente responsabile e inclusivo.

Pubblicato il
Illustrazione di un'interfaccia grafica con delle persone che ci lavorano attorno

Qualche settimana fa, durante uno degli appuntamenti formativi della nostra Academy, Agile from scratch tra le tante cose affrontate, abbiamo rielaborato i principi del manifesto Agile, pilastro del nostro modo di pensare e lavorare assieme. Abbiamo rinfrescato un modo di agire che è ben presente nel nostro DNA.

Partendo da quei principi, vogliamo condividere la nostra esperienza di progettazione all’interno di un ambito emergente e pieno di potenzialità e implicazioni sociali, ambientali ed etiche: il web3.

Due aziende. Un unico team

Avvicinarsi ad un nuovo ambito può avere su tutti un impatto simile a quello dell’acqua gelata a volte. Molti argomenti necessitano di una conoscenza molto approfondita e mirata per muoversi con contezza verso un risultato di qualità, e così è accaduto quando ci siamo approcciate alla creazione di un block explorer.

Mentre noi venivamo introdotte al mondo delle blockchain, i nostri stakeholder iniziavano ad avere confidenza con il nostro workflow: uno scambio reciproco di conoscenze, su diversi piani.

Una buona pratica che mettiamo in atto sin dai primi passi in un progetto è proprio quella di permettere al cliente di sentirsi sempre partecipe, nelle decisioni, nei ragionamenti di progettazione, quando possibile, o, come accaduto in questo specifico progetto, nello svolgimento degli user test.
Il processo di lavoro si arricchisce di valore e la formazione sul campo, in questo caso sul tema blockchain è stata avvantaggiata dalla presenza di persone sempre disponibili a darci informazioni utili per la buona riuscita del progetto.

Rendere un cliente partecipe nella fase di progettazione significa anche tenerlo costantemente allineato al procedere delle attività. Solitamente organizziamo (bi)settimanalmente un iteration meeting, un momento rapido ma ben strutturato per raccontarci di quanto fatto durante l’iterazione precedente e per pianificare quella successiva.
Anche in quel momento, durante il nostro progetto sul block explorer, tutti erano presenti, in ascolto. Questi momenti, oltre a solidificare la relazione, hanno permesso di scandire le diverse fasi di lavoro, rassicurando il cliente di essere sempre informato.

Per facilitare la condivisione e collaborazione, anche gli strumenti hanno la loro parte in gioco. Però, per quanto possa sembrare ovvio, non bisogna mai dare per scontato che il cliente conosca e sappia utilizzare i tool di progettazione.

Per la progettazione del block explorer, la creazione dei wireframes, della UI e per le diverse board di lavoro abbiamo utilizzato Figma e Figjam con accesso condiviso a tutto il team di progetto.

Mentre la parte operativa veniva realizzata internamente da noi, prodotta su file Figma, i file di condivisione venivano creati in board di Figjam dedicate, documentando wireflows, mostrando gli avanzamenti degli script per gli user test oppure canvas per riunioni specifiche. Invitato a contribuire, il cliente poteva così commentare il materiale direttamente sul file, in asincrono, o muoversi liberamente sulle board durante le call.

La sensazione di lavorare con un unico team ci ha permesso di essere rapidi, efficaci e sempre allineati.

Illustrazione di 4 voci del manifesto agile


Innovazione responsabile nei processi di progettazione

Per validare le nostre idee abbiamo coinvolto il PO in un’altra importante fase del lavoro: gli user test.

Ha potuto commentare, partecipare, essere un componente attivo del team per dirla in altre parole: dalla definizione dei requisiti dei partecipanti al test, passando per l’impostazione e validazione dello script da utilizzare, fino allo svolgimento e analisi delle informazioni raccolte.

In un ambito così complesso, due orecchie esperte in più durante le interviste ci hanno permesso di cogliere dettagli fondamentali.

Nel concreto, dopo i test, abbiamo lavorato a quattro mani, con post-it colorati che ci hanno supportato nella sintesi di quanto raccolto, su una board Figjam. Abbiamo clusterizzato e organizzato tutte quelle correzioni che ci hanno permesso di rifinire e arricchire i template grafici, rispondendo alle effettive esigenze di un target assolutamente particolare.

A fine progetto, analizziamo le nostre performance come team, attraverso una retrospettiva. Deve essere evidente a tutti cosa ci portiamo a casa dall’esperienza, cosa possiamo migliorare e cosa non vogliamo più che accada. Ultimo ma non ultimo, ringraziarci del lavoro svolto insieme.

Anche e soprattutto in questo progetto ci è sembrato naturale coinvolgere il team del cliente.
Non sono momenti semplici da organizzare e facilitare. Grazie alle buone pratiche messe in campo e alla predisposizione del cliente verso il nostro approccio di gestione e progettazione è nato un meeting formativo e costruttivo, oltre che umanamente arricchente.

Verso un block explorer accessibile

Rendere un prodotto accessibile a tutte le persone è alla base del mindset progettuale di Tangible.

“Design e sviluppo accessibile sono garantiti certamente per progetti che lo prevedono da contratto, ma la sensibilità e attenzione al tema ci porta a lavorare con l’accessibilità in mente in tutte le fasi di design, questo perché un buon prodotto/servizio non può essere tale se non è accessibile.

L’accessibilità ci aiuta a comprendere come le persone con disabilità usano il web, quale frustrazione provano nel momento in cui non riescono a farlo e cosa possiamo fare per rendere i nostri siti progetti più accessibili.”

dal nostro playbook.

Roberto Burceni, esperto di accessibilità e programmatore presso l’Unione Italiana Ciechi di Brescia ci ha aiutato ad indagare e scovare tutti i possibili errori o sviste di progettazione che impattano sull’esperienza d’uso di alcuni dei block explorer più usati.
Questo ci ha permesso di muoverci sin da subito verso soluzioni progettuali che vadano incontro a un utilizzo diffuso del nostro prodotto, anche da parte di un’utenza ipo- o non vedente.

Una corretta selezione dei colori in palette, delle dimensioni dei font e una serie di accortezze condivise con il team di sviluppo come l’inserimento di alt text a misura di Voice Over, sono solo alcune delle preziose indicazioni condivise col cliente.

Sensibilizzare il cliente sull’accessibilità è una grande sfida, oseremmo dire necessaria. 

L’accessibilità web è responsabilità di chiunque sia coinvolto nella progettazione di un sito, ogni componente del team è responsabile dell’impatto del proprio lavoro sull’accessibilità e sul lavoro dei propri colleghi.

dall’articolo “L’accessibilità è una questione di pazienza”.

Collaboration


Collaborazione senza confini

Il team di lavoro durante lo svolgimento di questo progetto era dislocato in diverse aree geografiche, dall’Uruguay al Vietnam, al Portogallo e all’Italia.

Le distanze non si sono mai percepite. La lingua inglese ha abbassato le barriere tra tutti i componenti del team e il senso di cooperazione che siamo riusciti sin da subito a instaurare ci ha permesso di sentirci come un unico team, un unico corpo verso l’obiettivo: progettare un block explorer accessibile.

Ora, dopo alcuni momenti dedicati all’handoff del materiale e di supporto, è tutto nelle mani degli sviluppatori.

Prossimo step, una fase di quality control che validerà il lavoro implementato e chiuderà questo progetto, per ora, pronti per la prossima avventura.

In conclusione, la nostra esperienza di progettazione di un block explorer in ambito web3 ha dimostrato l'importanza della collaborazione e delle buone pratiche nella creazione di prodotti e servizi che rispondano alle esigenze di un mondo digitale in continua evoluzione.

Attraverso la condivisione delle conoscenze, l'attenzione all'accessibilità e il coinvolgimento attivo degli stakeholder, siamo stati in grado di sviluppare un prodotto che non solo soddisfa le aspettative del cliente, ma lo fa in ottica di innovazione responsabile.

Leggi anche