Ethical Compass: una bussola per esplorare la complessità

Per progettare un’innovazione responsabile e consapevole occorre porsi le giuste domande. Nasce così Ethical Compass, uno strumento per orientarsi verso il futuro che vogliamo costruire.

Spesso in Tangible ci siamo ritrovati a riflettere sul nostro ruolo come progettisti: come tali abbiamo in mano la possibilità di contribuire a modellare e costruire il futuro (ne abbiamo parlato durante gli Accessibility Days ed i Beat Camp).
Questa però è una grandissima responsabilità e dobbiamo porci le domande giuste per costruire un’innovazione che sia consapevole e responsabile.

È in questo contesto che nasce Ethical Compass, uno strumento pratico che ha l’obiettivo di aiutare ad orientare le decisioni progettuali, provando ad immaginare l’impatto che queste potrebbero avere a lungo termine.
Questo approccio infatti, permette uno sguardo più ampio, volto a monitorare le possibili conseguenze delle scelte prese durante il progetto, per evitare di incorrere in scenari indesiderati.

Come orientiamo le nostre decisioni

Per stimolare il dialogo all’interno delle organizzazioni e durante la progettazione, abbiamo quindi individuato 5 punti cardinali.
Questi corrispondono a cinque aree d’indagine, necessarie per tracciare insieme la rotta da seguire verso un’innovazione consapevole:

Il framework

L’Ethical Compass quindi si concretizza in una serie di strumenti di facilitazione e si snoda in due momenti principali:

Il primo è dedicato all’assessment e consente al cliente di analizzare il proprio progetto secondo le cinque aree di indagine, ponendosi alcune domande fondamentali.

Il secondo momento è destinato invece ad approfondire le aree d’indagine citate sopra che impattano maggiormente il progetto.
Attraverso un workshop dedicato, costituito da più esercizi, si passa dall’immaginazione dei possibili scenari indesiderati legati ad un’area di indagine, alla mappatura dei rischi che porterebbero alla sua realizzazione fino ad arrivare alla definizione degli outcome e linee guida future del prodotto o del servizio in questione.

La struttura dell’Ethical Compass è stata ideata in maniera flessibile: può essere modellato sulla base delle necessità del progetto e del cliente ed essere utilizzato in più momenti del processo di progettazione.

Immaginate di essere alla guida di un’azienda che offre un prodotto digitale e che nel tempo siano emerse delle criticità su come potrebbero impattare alcune scelte progettuali sui vostri clienti.
Ad esempio:
“Sto permettendo a tutt* di accedere al mio prodotto in maniera semplice? Sono presenti barriere sia digitali che fisiche?”
“Qualcun* potrebbe sentirsi escluso dall’utilizzo di un certo tipo di immagini riguardanti la comunicazione?”
Queste sono alcune delle domande che grazie all’Ethical Compass potreste affrontare per mettere a terra i rischi e visualizzare la rotta da seguire per le scelte future di design e di business.

In conclusione, crediamo che, grazie all’utilizzo di questa “bussola” sia più facile mantenere la rotta su aspetti delicati e critici durante il processo di progettazione di servizi e prodotti, riuscendo a tenere un punto di vista ampio e sistemico anche quando è necessario focalizzarsi su problemi circoscritti e mirati.
Riteniamo che in questo modo sia possibile creare soluzioni efficaci in un mercato sempre in movimento senza però perdere di vista la portata del cambiamento e l’impatto del progetto.

Approfondimenti ed anticipazioni

Se volete saperne di più, ne abbiamo già parlato in alcuni eventi a cui abbiamo partecipato.

Nicolò ne ha parlato al Web Marketing Festival 2021.

Manuele e Francesco lo hanno raccontato al World Usability Day 2021 di Roma.

Qui di seguito vi proponiamo dei link ad alcune delle conversazioni che ci hanno ispirato nell’ideazione dell’Ethical Compass:

Infine, vi presentiamo il team che ha lavorato su questo progetto e che ha reso possibile l’Ethical Compass:

 

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