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Buone pratiche per un design(er) più green

“Come possiamo ridurre l’impatto ambientale del nostro essere designer e delle soluzioni che progettiamo?”

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Innovazione
Scritto da
Francesco Paradiso
Greener web, rappresentato da una immagine di un bosco ed un laptop

Questa domanda è una di quelle che utilizziamo per orientare il nostro modo di lavorare in Tangible. 
La usiamo dal giorno zero, perché fa parte del nostro DNA, ma gli abbiamo dato ancora più peso da quando siamo diventati una B Corp.

Consideriamo le tematiche ambientali urgenti ed importanti, per noi e per i nostri clienti. E nonostante il nostro modello operativo abbia un impatto teoricamente basso, stiamo lavorando per diventare carbon neutral entro il 2025 e non smettiamo di dedicare tempo, budget ed energia a capire come possiamo ridurre l’impatto.

Ogni anno dedichiamo parte della nostra formazione ad approfondire tematiche che ruotano intorno a tematiche di impatto sociale ed ambientale.

Lo scorso anno, io ed Anna, abbiamo scelto di dedicare del tempo ad accrescere le competenze e le conoscenze legate alla progettazione sostenibile. Ma svolgere l’esercizio non bastava. Il miglio extra è stato raccogliere una serie di buone pratiche che, quotidianamente, possiamo adottare, come designer e non solo, per ridurre l’impatto ambientale del nostro operato.

Le trovi qui di seguito, in ordine sparso e non di importanza.

Occhio al peso delle immagini

Sono proprio le immagini, insieme ai video, a generare una quantità di traffico che molto spesso è inutile. Assicuriamoci, quindi, di utilizzare un tool offline che ottimizza il peso delle immagini e usiamolo prima di caricarle online.
Questo ha due benefici principali: riduciamo la quantità di traffico e allo stesso tempo rendiamo il lavoro smart più agevole - hai presente quella volta che dal treno non riuscivi a caricare quella board?

Se puoi preferisci formati vettoriali (SVG) a quelli raster in modo da avere risorse scalabili e ottimizzate.

Video on demand e in locale

Quante volte abbiamo rivisto lo stesso video che parla di come creare una palette accessibile? 12.
E quante ancora quel corso sulla leadership? 7.

Ed è davvero necessario che i nostri utenti vedano in loop un video in cui attacchiamo sorridenti post-it al muro? Forse no.

Quindi, se la piattaforma lo permette, valutiamo di scaricare i contenuti in locale o di usare la modalità offline per evitare buffering inutile. E permettiamo sempre ai nostri utenti di decidere se e quanto riprodurre un contenuto multimediale, sia esso un video o un audio, e di caricarlo on demand o con tecniche di progressive loading.

Colori a risparmio energetico

Anche la scelta della nostra palette può fare la differenza, lo sapevi? Se puoi, e se la fase della progettazione te lo permette, usiamo una palette a basso impatto energetico.
Se disponibile e non la troviamo fastidiosa alla vista, abilitiamo la dark mode lato software o lato sistema operativo.

Font più brutti ma belli per il pianeta

Immagine con una scritta ironica we say no to comic sans

Ci serve davvero quel font bello bello che hai caricato su un server chissà dove per fare dei wireframe? O possiamo usare un font di sistema tipo l’Arial o l’Helvetica?
Una scelta del genere ci permette di ridurre la quantità di traffico e aiuta chi non riesce a lavorare su un nostro file perchè gli manca sempre un pezzo.

NB: il Comics Sans usiamolo solo in caso di emergenza

Aggiorna la tua cassetta degli attrezzi

Siamo in pochi a leggere i changelog anche se nessun* ci darà un premio. Ma è sempre una grande gioia vedere che uno dei software che usiamo ha lavorato su miglioramenti di performance o rimpiazzato tecnologie obsolete. Per questo, con le dovute precauzioni, cerchiamo di tenere i software sempre aggiornati.

Device alla s-moda

È facile sentire le sirene che urlano all’acquisto compulsivo dell’ultimo smartphone “perchè dobbiamo essere sempre aggiornatih!”. Ma è davvero necessario? Anche no!

Ma se proprio lo è:

  • Chiediamo in azienda o tra i colleghi se qualcuno ha quello che ci serve;
  • Proviamo ad acquistare da realtà che adottano modelli di economia circolare;
  • Assicuriamoci che lo smaltimento sia effettuato correttamente;
  • Valutiamo di donare il nostro vecchio device ad un’associazione no profit o qualcun* a cui può tornare utile.

L’energia è nulla senza il controllo

Vogliamo avere sempre tutto pronto e non siamo disposti ad aspettare il tempo di avvio del computer, di accensione del monitor e teniamo il defibrillatore acceso!
Ah no, ma non siamo al Pronto Soccorso! Allora forse potremmo tenere accesi i device solo quando necessario, utilizzare delle ciabatte e, a seconda del nostro livello di nerdaggine, avvalerci di prese smart e con app che ci forniscono statistiche su consumi e utilizzo.

Bonus: valutiamo di usare un fornitore di energia green.

Utilizza strumenti digitali per l'apprendimento

Mai smettere di formarsi e possiamo fare la differenza se scegliamo supporti digitali (es. ebook) e se valutiamo di corsi online anziché percorrere tutta l’italia in aereo 5 volte per 10 ore di formazione.

Dark pattern, accessibilità e inclusività

Ricordiamoci che progettiamo per tutt*: evitiamo l’uso di dark pattern, utilizziamo un linguaggio visivo e comunicativo inclusivo e riduciamo al massimo qualsiasi tipo di barriera.
Anche questo ci permetterà di ridurre gli sforzi, energetici e cognitivi, necessari ai nostri utenti per godere dei nostri prodotti e soddisfare i loro bisogni.

Scatto con dettaglio di una foglia verde con texture

Compensa e fai la differenza

Se puoi, come puoi, compensa l'impatto dovuto allo svolgimento della nostra professione.
Ci sono tanti modi che non pesano troppo sulle nostre tasche, dall’acquistare un albero al pagare un piccolo sovrapprezzo per compensare le emissioni generate dal mezzo di trasporto che abbiamo scelto per le nostre trasferte.

Come Tangible, abbiamo deciso di iniziare a compensare le nostre emissioni e l’impatto delle nostre attività: grazie ad Up2You abbiamo calcolato il nostro impatto ambientale e neutralizzato le emissioni di CO₂.

Questo vuol dire che per ogni chilogrammo di CO₂ prodotto dalle nostre attività lavorative, altrettanta CO₂ verrà catturata, andando così ad azzerare l’impatto dell’azienda. 
Le emissioni di CO₂ vengono neutralizzate sostenendo progetti certificati secondo i più alti standard internazionali (Verified Carbon Standard e Gold Standard).

Ma serve davvero tutto questo?

Le buone pratiche che troviamo sopra fanno leva, in buona sostanza, sul ridurre il consumo energetico e il traffico generato.
Ma davvero possono fare la differenza? La risposta è: assolutamente sì.

Fare scelte che portano un miglioramento dell'1 percento o un peggioramento dell'1 percento sembra insignificante al momento, ma nell’arco della nostra carriere possono fare una notevole differenza.

Un grafico rappresentativo di come gli effetti di una piccola abitudine si sommano nel tempo.
Fonte immagine: “Atomic Habits” by James Clear

Siamo certi che questa è la punta dell’iceberg e che ci sono un sacco di altre buone pratiche che possiamo aggiungere.

C’è qualcosa che ci consigli? Quali sono quelle che già usi nel tuo quotidiano?


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