Thinking
Il nostro quarto B Corp Month, tra miglioramento continuo e relazioni
Il 17 dicembre 2025 abbiamo completato la ricertificazione B Corp. Raccontiamo quello che è cambiato in tre anni, dentro e fuori dai numeri
Ogni marzo la B torna visibile.
Ma quello che conta succede negli altri undici mesi.
Il tema della campagna di quest'anno è "Un simbolo semplice, un segno d'impatto".
È una formula efficace, ma il suo significato non è immediato. Ottenere la certificazione B Corp è un momento definito: c’è una data, un punteggio, una soglia da superare. Restare B Corp, nel tempo, è un lavoro diverso.
Questo è il nostro quarto B Corp Month. Nel 2023 abbiamo scritto del perché eravamo diventati B Corp e di cosa significava per noi fare parte di quel movimento. Nel 2024 abbiamo raccontato alcune cose concrete che avevamo fatto e alcune azioni replicabili da chiunque. Nel 2025 non abbiamo scritto niente. Il rapporto con la community B Corp era meno vivo, gli stimoli erano calati, e scrivere un post di circostanza non ci sembrava onesto. Meglio il silenzio.
Torniamo quest'anno con una notizia concreta: il 17 dicembre 2025 abbiamo completato la ricertificazione B Corp con un punteggio di 85.3.
I numeri
Rispetto alla prima certificazione di 3 anni fa, abbiamo registrato un incremento di 1.2 punti. Per chi non conosce il sistema la soglia minima per ottenere la certificazione è 80, e mantenersi sopra richiede una rivalutazione ogni tre anni.
Non è un salto spettacolare, e non vogliamo raccontarlo come tale. È un miglioramento costruito nel tempo, su aree specifiche.
Le variazioni più significative riguardano le aree “Lavoratori” (da 34.8 a 36.7) e “Governance” (da 16.4 a 16.9).
Vengono da un'organizzazione che nel tempo è diventata più strutturale e meno dipendente dalle persone singole, con l'impatto integrato nei processi quotidiani invece che trattato come tema separato.
Non tutto è cresciuto. Ed è giusto così. Alcune aree sono rimaste stabili, una è scesa leggermente. Lo diciamo perché il punto non è avere un report perfetto, ma avere un report onesto.
Nel frattempo sono stati pubblicati i nuovi Standard B Lab, che cambiano in modo sostanziale l’impianto della certificazione. Non si tratta di un'asticella più alta sullo stesso percorso: cambiano le aree di valutazione, la struttura dei requisiti, il modo in cui si dimostra la conformità. Il lavoro da fare sarà diverso, e in parte più impegnativo, rispetto a quello che conoscevamo. Lo sapevamo già quando abbiamo scelto di ri-certificarci.

Fare business dentro un ecosistema
C'è una dimensione della certificazione che non passa dal punteggio. Una delle cose che nel tempo abbiamo apprezzato di più è quello che succede quando lavori con altre B Corp. C'è un linguaggio condiviso, un set di valori che non devi negoziare da zero ogni volta, una fiducia che si costruisce più rapidamente perché parte da un terreno comune.
Ne abbiamo avuto esempi concreti nell'ultimo anno.
- Con Treedom abbiamo lavorato su un workshop di co-progettazione strategica per la definizione di una nuova piattaforma. Un lavoro che richiedeva di allineare management e team operativi intorno ad alcune decisioni chiave. Condividere un framework valoriale ha reso più fluido un processo che in altri contesti avrebbe richiesto molto più tempo di allineamento.
- Con Piano D il tipo di relazione è diverso ma ugualmente significativo. Piano D è il partner tecnico con cui collaboriamo nell'applicazione del modello di sito web che abbiamo progettato per Designers Italia, pensato per i siti delle aziende sanitarie locali e ora adottato da realtà come ASL Vercelli e ASL Abruzzo. Avevamo bisogno di qualcuno che portasse una competenza che internamente non abbiamo, e abbiamo scelto un'altra B Corp. Condividere un approccio al lavoro riduce l'attrito e rende la collaborazione più efficace.
Questi sono esempi di come l'ecosistema delle B Corp funzioni anche come infrastruttura relazionale: un terreno condiviso di valori e pratiche, dentro cui il business si muove con meno frizione.
Perché continuiamo
Non siamo sempre stati allineati con ogni aspetto della certificazione. Ma una delle cose che abbiamo capito in questi anni è che il suo valore non dipende dall'accordo su ogni singolo punto ma dal fatto che esiste un sistema di riferimento con aspettative chiare, che ci costringe a riflettere sulle nostre strategie, le nostre decisioni e le attività più o meno quotidiane.
In quattro anni di certificazione abbiamo accumulato esperienza. Lavorare dentro un framework condiviso, da un lato, ha reso più solidi i nostri processi e più leggibili i nostri valori, più efficaci le nostre relazioni di business; dall’altro, ha fatto emergere nuove domande.
Per esempio, ci siamo resi conto che alcuni requisiti sono calibrati su organizzazioni molto diverse dalla nostra. E ci sono scelte, come i criteri che definiscono con chi una B Corp può o non può lavorare, su cui abbiamo più dubbi che certezze: un movimento che nasce dall'idea di inclusione rischia, con confini troppo rigidi, di funzionare per esclusione. Se crediamo che il business possa essere una forza per il cambiamento, dovremmo poter accompagnare anche chi sta cercando di cambiare, non solo chi ha già cambiato.
Per questo oggi abbiamo deciso di continuare. Le risposte non sono tutte chiare, ma queste domande possono trovare spazio dentro un sistema che sta ancora definendo i propri standard. Porle apertamente, per noi, fa parte del contributo che possiamo dare.