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Una Menzione d'Onore al Compasso d'Oro per il modello di sito web delle ASL

Il progetto sviluppato con Designers Italia per il Dipartimento per la Trasformazione Digitale riceve uno dei riconoscimenti più autorevoli del design italiano. Un segnale importante per chi si occupa di servizi pubblici digitali.

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Claudio Guerra

Il 22 maggio 2026, all'ADI Design Museum di Milano, il progetto "Modello di sito web informativo per le aziende sanitarie locali" ha ricevuto una Menzione d'Onore al XXIX Premio Compasso d'Oro ADI. Un riconoscimento che arriva al termine di un percorso iniziato anni fa e che si è fatto più concreto nell'ottobre 2024 con la selezione nell'ADI Design Index.

Il Compasso d'Oro esiste dal 1954. È il premio di design più longevo d'Italia, nato su iniziativa di Gio Ponti e de La Rinascente, con l'idea che il design di qualità fosse un fatto culturale e civile prima ancora che commerciale. In settant'anni di storia, ha attraversato mutazioni profonde del sistema produttivo italiano: dal boom economico alla crisi industriale, dall'artigianato ai servizi digitali.
Riceverlo per un modello di sito web istituzionale non è la conclusione ovvia di quella storia. È, semmai, un segnale.

Progettare per chi non ha alternative

Il progetto nasce da una domanda concreta: come possono le ASL italiane, enti diversissimi per dimensione, risorse e capacità tecnica, offrire ai propri utenti un'esperienza digitale coerente, accessibile, comprensibile?

La risposta che abbiamo costruito insieme a Designers Italia, su incarico del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, non è un sito web. È un modello: un insieme di componenti, linee guida, pattern di navigazione e criteri di accessibilità costruito sul Design System di Designers Italia, disponibile in open source, adattabile da qualsiasi ASL o fornitore in autonomia.

Dietro a quel modello c'è un lavoro di ricerca con utenti reali attraverso interviste, workshop e sessioni di benchmark. Al centro, una categoria di persone con una caratteristica precisa: accedono a un portale sanitario in un momento in cui la posta in gioco è alta, la propria salute o quella di qualcuno a cui si vuole bene.
Anziani che cercano come prenotare una visita. Caregivers che gestiscono la salute di qualcun altro. Persone che navigano con poco tempo e poca tolleranza all'errore.

Progettare per loro significa progettare senza margine di ambiguità. Non c'è alternativa digitale più semplice da scegliere: c'è solo quel sito e il cittadino che deve trovare quello che cerca.

Il peso di un riconoscimento

Il XXIX Premio ha assegnato 38 Menzioni d'Onore, selezionate da una giuria internazionale tra candidature provenienti dall'industria, dalla pubblica amministrazione e dalla ricerca progettuale. Non è una classifica per categorie: tutti i progetti competono sullo stesso piano.

Che un modello per siti istituzionali di ASL si trovi in quella lista dice qualcosa di preciso. Dice che progettare un servizio pubblico con rigore e metodo produce design a tutti gli effetti, con un impatto diretto e quotidiano sulla vita delle persone.

Questo progetto si inserisce in un filone di lavoro che Designers Italia porta avanti da anni, prima con il modello per i comuni, poi per le scuole, ora per le ASL. Ogni tappa è un'infrastruttura che non si vede, ma che cambia l'esperienza di milioni di persone.
Il Compasso d'Oro gli restituisce visibilità.

re membri del team Tangible all'ADI Design Museum di Milano durante la cerimonia del XXIX Premio Compasso d'Oro.

Continuare su questa strada

È quello che ricorda Nicolò Volpato, sintetizzando bene il senso di questo lavoro: “È una soddisfazione speciale vedere riconosciuto un progetto di servizio pubblico, realmente utile, aperto, condiviso, progettato per tutti, che ha sempre avuto al centro un senso di servizio, di responsabilità e di cura nei confronti delle persone che dovranno usarlo. Nel caso delle ASL, parliamo di milioni di cittadini.”

Non è retorica. È una posizione progettuale: il design per la PA, specie su questa scala, va affrontato con qualità e metodo, perché le conseguenze di un design mediocre ricadono su chi non ha scelto di usare quel servizio, ma ci deve passare e basta.

Questo riconoscimento lo condividiamo con il team che ha lavorato al progetto - Nicolò Volpato, Manuele Forcucci, Caterina Amato, Ilenia Baronio, Francesco Paradiso, Antonio Matera - e con i colleghi di Designers Italia: Simone Jacca, Federico Giaimo, Francesco Improta, Daniele Nolè, Ilaria Scarpellini e Marco Maria Pedrazzo.
E con chiunque stia cercando di fare la stessa cosa: rendere i servizi pubblici digitali all'altezza delle persone che li usano.

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