Thinking
La trasformazione più difficile da raccontare
Nel 2025 alcune pratiche che avevamo costruito negli anni precedenti hanno cominciato a reggere senza bisogno di essere sorvegliate. Il nostro ultimo report d’impatto racconta come è successo e cosa porta con sé.
Scrivere un report d'impatto significa fermarsi e guardare. Significa fare i conti con i numeri, con gli obiettivi raggiunti o mancati, e con la direzione che l'azienda ha preso nell'anno appena concluso: quanto quella direzione corrisponde a quello che avevamo dichiarato di voler essere.
L’anno passato ha reso questo esercizio insieme più facile e più complesso del solito.
Più facile, perché alcune cose che avevamo costruito negli anni scorsi hanno cominciato a funzionare senza che le tenessimo in mano: i team si sono mossi con autonomia, le persone si sono assunte responsabilità nuove, le pratiche hanno tenuto anche sotto pressione.
Più complesso, perché tutto questo è avvenuto dentro un anno che ha chiesto molto, a noi come a chiunque lavori con le organizzazioni e con la tecnologia.
L'intelligenza artificiale nel 2025 non era più un tema su cui aggiornarsi. Era una pressione quotidiana, sui processi, sui deliverable, sui ruoli. Abbiamo visto energie e disorientamenti, curiosità e resistenza, e li abbiamo riconosciuti per quello che sono: risposte legittime a un cambiamento che nessun organismo assorbe in modo lineare.
Il nostro impegno è stato tenere aperto lo spazio perché la curiosità avesse più posto dell'ansia, sapendo che non avevamo ancora tutte le risposte.
Un percorso che si conferma
Nello scorso dicembre abbiamo completato la ricertificazione B Corp con un punteggio di 85,3. Non lo raccontiamo come un salto spettacolare, perché non lo è stato: è il risultato di un'organizzazione diventata più strutturata, in cui la delega funziona e i processi reggono senza dover essere sorvegliati da vicino. Non tutto è cresciuto, e lo diciamo perché preferiamo un report onesto a uno perfetto.
Abbiamo raccontato il dettaglio di questo percorso, con i numeri e le domande aperte, nel blogpost dedicato al nostro quarto B Corp Month.
Nello stesso anno abbiamo raggiunto un obiettivo dichiarato nel 2021: la neutralità carbonica. Con il supporto di Carborea, abbiamo azzerato le emissioni per il quinto anno consecutivo, estendendo le compensazioni anche agli eventi che organizziamo e a quelli a cui partecipiamo.
È la chiusura di un impegno preciso, preso pubblicamente e mantenuto nel tempo, che ci ha anche portato a ripensare il modo in cui lo facciamo - una storia che abbiamo raccontato nei mesi scorsi.
A marzo 2025 abbiamo ottenuto la certificazione per la parità di genere (UNI/PdR 125:2022), superata anche al primo audit di monitoraggio a novembre. Un percorso avviato l’anno precedente che si è concluso con strumenti e processi entrati nel modo in cui lavoriamo ogni giorno.
Dalle intenzioni alle pratiche
Il lavoro più lungo che conduciamo come organizzazione è quello di trasformare i principi in pratiche. Non è un lavoro lineare: richiede cicli di esplorazione, strumenti da costruire, abitudini da formare.
Ne abbiamo visti due completarsi.
Sul fronte della trasparenza, dopo il ciclo di esplorazione di Inspiration 2024, il team ha tradotto il criterio d'impatto in Trasparenza by Design: un workshop in quattro sezioni disponibile gratuitamente su FigJam, pensato per portare la trasparenza a monte del processo di design.
Come è nato e dove sta andando lo hanno raccontato direttamente le persone che ci hanno lavorato.
Sul fronte dell'ascolto, il processo di raccolta feedback dai clienti (avviato nel 2021 come strumento di miglioramento) è diventato qualcosa di diverso: un'infrastruttura che orienta le scelte strategiche, non solo le operazioni. Anche questo percorso ha una storia propria, che vale la pena leggere.
La prossima tappa
B Lab ha pubblicato i nuovi standard che cambieranno in modo sostanziale l'impianto della certificazione. Cambiano le aree di valutazione, la struttura dei requisiti, il modo in cui si dimostra la conformità. Lo sapevamo già quando abbiamo scelto di ricertificarci, e lo affrontiamo come la prossima tappa di un percorso che valuteremo con la stessa onestà con cui abbiamo affrontato questo.
Il report racconta tutto questo in dettaglio: le scelte, i numeri, gli obiettivi raggiunti e quelli che abbiamo deciso di chiudere, le domande che portiamo nel 2026.
Se ti riconosci in qualcuno di questi percorsi, o stai cercando un punto di confronto, puoi scaricarlo qui.