Foto di Paolo Valzania
Paolo Valzania Icon designer & Illustrator

Come da definizione mi occupo di progettare e disegnare grafica per interfacce, e spesso la matita prende il posto del mouse, ottengo così in modo pratico e veloce un’immagine, oggetto visivo; il mio è un gioco di sintesi: creare immagini per la comunicazione, che sia per uninterfaccia o definire il colore per una identità.

Nel mio lavoro c'è anche la mia passione, mai maniacale, per la tipografia, che considero uno degli strumenti più importanti e utili per il graphic design, ora la mia passione per le lettere si è affacciata alla calligrafia.

Dopo il diploma al Liceo Artistico frequento per un paio di anni il DAMS a Bologna… e inizio nei primi anni '90 a fare quello che si chiamava fare il grafico pubblicitario.
Imparo i rudimenti della stampa tra un PC 386 e sgarzinando pellicole; iniziano anche le prime collaborazioni con una agenzia dove impagino materiali Below the line e pagine di ADV, progetti per packaging; durante queste collaborazioni nasce una proposta che diventa poi l'avvio, con un socio, nel creare uno studio, che nel 2000 diventa l'agenzia interna per un grosso produttore di abbigliamento, per il quale abbiamo curato un’intera campagna di comunicazione e ADV; proseguo la mia esperienza in Studio Pleiadi, dove oltre alla parte di grafica tradizionale legata all'editoria, inizio a lavorare per il web e riesco a progettare siti per Beghelli, Clementoni, Technogym.

Provo di nuovo la strada in solitaria, mentre collaboro con alcune agenzie romagnole e mantengo alcuni clienti personali e nel 2008 inizio a lavorare nell'ufficio comunicazione di una grande multinazionale italiana, dove in team, seguo la comunicazione e la grafica di cataloghi prodotto, e personalmente curo la presenza sui social network. Per farlo al meglio ho frequentato alcuni di Digital Update e gli utili e divertenti Romagna Barcamp.

La parte che più mi stimola in Tangible è il fare test con utenti. In queste occasioni il vero cliente finale, tocca in modo concreto il progetto, dimostra se le scelte fatte sono funzionali e piacevoli, e che la sua resa non può essere dettata dalla fortuna o dal solo buon gusto mio o del cliente. Ogni miglioramento a seguire non è una frustrante correzione, ma anzi, è una necessità, motivata dal bisogno di migliorare l'esperienza d'uso attraverso il Design.

Quando non lavoro sto con la mia famiglia, e la matita viene sostituita da pennini, pennarelli e inchiostri per dedicarmi alla calligrafia, e così passo ai miei figli la passione per disegno, fumetti (e lego) mentre per graffiti e skate non ho più tempo e il fisico ;)

Se compro libri, chissà perché prediligo quelli pieni di foto e immagini, mentre per tutto quello che è narrativa passo da un ebook, detto questo non prediligo il digitale all'analogico ne viceversa, vedo uno a supporto dell'altro e se posso vedo di utilizzare quello che mi è più pratico.



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